Economia

Artigiani a congresso, Merletti alza il tiro sul credito

Giorgio Merletti

Giorgio Merletti

Le previsioni meteo, per domenica 21 giugno, danno il caldo soffocante un po’ in attenuazione, ma la temperatura si annuncia calda alle Ville Ponti di Varese per il Congresso provinciale degli artigiani varesini. Le avvisaglie sono arrivate già in settimana con la riunione spontanea di artigiani e piccoli imprenditori svoltasi a Jerago con Orago. E non si tratta della prima iniziativa spontanea di questo tipo : dal Piemonte alla Lombardia, sta emergendo sempre di più quel mal di pancia e senso di disagio dei piccoli e piccolissimi imprenditori. Stretti dalla crisi, non convinti dalla politica e soprattutto alle prese con l’attività da mandare avanti. Ne sa qualche cosa Giorgio Merletti, presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese-Confartigianato, che l’altra sera era presente a Jerago, e ha anche azzardato un numero: a settembre potrebbero essere 2mila le “aziendine” che chiuderanno i battenti. Fatto un rapido conto, a saltare potrebbero essere qualcosa come 6mila posti di lavoro.

La preoccupazione è tanta e domenica si parlerà di credito nella tavola rotonda: un argomento che sta diventando un cavallo di battaglia…

“C’è una motivazione contingente dietro alla scelta del tema: le banche sono venute meno al loro dovere nei confronti del sistema delle imprese. Chiudono i rubinetti e a farne le spese sono aziende sane. In questo momento è il sistema dei Confidi che sta facendo lo sforzo maggiore e quello della nostra associazione compie 50 anni. Il tema scelto insomma non è casuale”.

Sembra che l’associazione artigiani di Varese stia tessendo una rete di rapporti trasversali che va al di là del confine geografico della provincia e guarda al nord ovest…

“Occorre guardare oltre la crisi che, in questo momento, non appare ancora alle nostre spalle. Faccio solo un esempio: la nostra associazione, con i colleghi artigiani di Legnano e la Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, hanno fatto un accordo da cui è scaturita una carta dei valori: si parla di imprese, famiglia, valori e territorio. Sono indicazioni differenti rispetto a quelle di chi mette davanti a tutto il mercato e sono anche le basi della nostra impresa. Mi ha fatto un certo effetto sentire il presidente Univa, nel suo discorso all’ultima assemblea annuale, far proprio riferimento all’etica. Ha riscoperto qualcosa che noi andiamo dicendo da anni”.

Grandi e piccoli, nord e sud: siamo alle contrapposizioni tradizionali. Come risponde la politica?

“La mia percezione è che il nord abbia comunque tante sfaccettature e non sia tutto uguale, e lo stesso vale per il sud, che vorremmo fosse anche un po’ più presente e partecipe a livello della nostra associazione di categoria, ad esempio. E poi c’è il federalismo fiscale che, detto da chi fino all’altro ieri è stato sindaco di un paese, non può essere la risposta a tutto, vista la scarsità di risorse a livello locale”.

17 giugno 2009 - Paola Provenzano - p.provenzano@varesereport.it
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