Mostre

Vittore Frattini, una mostra antologica che non convince

home1_internoC’era molta attesa per “Vittore Frattini a Villa Recalcati”, l’antologica dedicata al maestro nato a Varese e tra i più significativi artisti italiani contemporanei. Inaugurata nel cortile della villa che è sede della Provincia, alla presenza dello stesso presidente Dario Galli, del maestro Frattini e del curatore, il critico Philippe Daverio, la mostra può essere visitata fino al 12 luglio. Una trentina di opere dislocate in spazi diversi, dalla grande “V” simile a quella che sorge a Malpensa, nel cortile, alle sculture più piccole nell’atrio della villa, fino alle grandi sculture che sono collocate nei magnifici giardini. Un percorso che lo stesso maestro, come riferisce il presidente Galli nell’introduzione al catalogo, ha definito “la mostra della vita”. All’inaugurazione, dopo avere elogiato il presidente Galli (“non succede spesso che un presidente di provincia legga il catalogo e prenda a cuore l’iniziativa”), e dopo avere accennato, con discutibili obiezioni, alla Biennale veneziana organizzata dal sindaco Cacciari, il curatore Daverio ha evocato i tempi in cui Frattini iniziò a mostrare la propria originalità. “Erano tempi in cui si cercava di inventare una modernità, e Frattini, contro la retorica della figurazione di Guttuso, optò per opere più astratte, pur parlando la propria lingua”. Dopo le parole dello stesso Frattini, che ha espresso il desiderio di vedere rassegne dedicate ad artisti come Nino Cassani e Giancarlo Sangregorio, il taglio del nastro ha aperto le sale e i giardini al pubblico. Se le sculture di grandi dimensioni di Frattini ben si sposano con i giardini di Villa Recalcati, dando vita ad un suggestivo itinerario “en plein air”, la mostra nel suo complesso resta, tuttavia, piuttosto modesta, non offrendo, né nel catalogo, né in pannelli che potrebbero trovare collocazione negli interni, materiali critici che possano guidare il visitatore lungo il complesso itinerario dell’artista varesino, biografico ed artistico. Un allestimento che potrebbe offrire l’occasione per un’ampia riflessione sulle mostre a Varese, un capitolo critico anche per quanto riguarda l’amministrazione comunale. Forse sarebbe il caso di studiare progetti con maggiori sinergie, capaci di mettere insieme più forze, pubbliche e private, in modo da mettere in cantiere appuntamenti culturali più significativi e di maggior richiamo. Come meriterebbero tanti grandi artisti di casa nostra.

14 giugno 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi