Politica

Pontida, il ministro elogia le ronde. Indagini su quelle nere

home2_internoDi fronte al popolo della Lega uscito vittorioso dalle ultime elezioni, sul pratone di Pontida, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha rilanciato la questione-sicurezza. Puntando l’attenzione sulle ronde. “Le chiamano ronde. Sì, vogliamo le ronde: noi guardiamo alla sostanza, non alle chiacchiere”. Il ministro ha spiegato al popolo leghista: “vogliamo che i cittadini possano affiancare le forze dell’ordine nelle città. Non ci fermeremo anche se ci dicono di tutto e che vogliamo le camice nere. Noi andremo fino in fondo per avere più sicurezza nelle città”. Un tema caldissimo, in questo momento, quando sta per essere acceso il semaforo verde definitivo al ddl sulla sicurezza. E soprattutto per i rischi che la scelta di “privatizzare” l’ordine pubblico già fa intravedere. Come nel caso dei componenti della Guardia nazionale italiana, legata al Msi di Gaetano Saya. Camicia grigia o cachi, basco con aquila imperiale romana, fascia nera al braccio con la “ruota solare” e pantalone nero con striscia gialla o grigia, il tutto con cinturone e cravatta neri. Un armamentario e uno spirito che evocano gli anni più bui e tragici della storia del Novecento. Fortunatamente la magistratura è attenta e vigile: la Procura di Milano ha disposto un’indagine, tramite la Digos, sulle ronde nere per possibile violazione della legge sull’apologia di fascismo del 1952. Più risorse alle forze dell’ordine e meno ronde: una ricetta che ci convince di più e ci preoccupa di meno.

14 giugno 2009
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