Langone, giornalista del “Foglio”, boccia le messe di qui

home4_internoNon ci va con la mano leggera, Camillo Langone, con le chiese del Varesotto. Innanzitutto presentiamo questo signore: è un giornalista e scrittore che, con stile sobrio ed accattivante, scrive sul “Foglio”, sul “Giornale” e su “Panorama”. Ma sul primo di questi tre giornali, e così iniziamo ad avvicinarci al nostro argomento, si è inventato una pagina dedicata alle messe, argomento tanto importante, quanto assai poco approfondito sui giornali. E’ nato così il critico liturgico, ovvero il recensore delle messe. A tale proposito, Langone ha appena licenziato un libro di circa trecento pagine che ha per titolo “Guida alle messe” (pubblicata da Mondadori, naturalmente), un vero e proprio baedeker con schede che dispensano candele (giudizio sull’arredamento) e messali (la valutazione della messa), con una bianca veste editoriale, che un messalino lo richiama davvero. Insomma, una sorta di rigorosa Guida Michelin delle celebrazioni liturgiche. Sono 229 le chiese italiane alle quali Langone dedica le sue puntigliose recensioni, sempre in bilico tra seriosità da neofita ed ironia da chi può vantare lunghe frequentazioni di sacrestie. Ora, veniamo a noi: per quanto riguarda il nostro territorio, nella guida di Langone ci sono quattro messe domenicali. Si parte da quella del santuario di Angera, Santa Maria alla Riva, che Langone colloca nel capitolo “Eterni anni Settanta (chitarre & tamburelli)”. Ci va giù pesante: oltre alle candele elettriche (che sono un po’ una sua fissa), parla di “canti mediocri accompagnati dall’organino elettrico”. Stessa bocciatura per il santuario saronnese della Beata Vergine dei Miracoli. Motivi d’accusa, anche qui, il proliferare di chitarre, i lumini elettrici, le confessioni durante la messa. Si salva, invece (nel capitolo “Il misticismo”), il magnifico eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno, al quale Langone rivolge elogi numerosi, dalla predica non banale alla presenza di un “signor coro” (si riferisce al “Laus Deo” di Busto Arsizio). Ma la bocciatura più sonora spetta alla basilica varesina di San Vittore, che sta nella sezione “Cattive messe in belle chiese”. “I fedeli sono numerosi e beneducati. Però manca il fervore”, scrive il giornalista. “Le candele sono senza fiamma (elettriche) e anche la predica è senza fiamma”. Nonostante la precisione e il puntiglio, qualche volta Langone eccede e pretende di vedere anche oltre le candele, le sedie, gli arredi, i canti. Nel cuore dei fedeli. Forse un po’ troppo anche per un primo della classe come lui.

14 giugno 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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