Musica

Da Mozart a De André, ritorna “Musica in Villa”

home1_internoDopo 33 anni di concerti, la rassegna di Villa Cagnola – dal 20 giugno all’8 agosto, alle 21, a Gazzada (biglietti a euro 10 e 14) – sembra sposare un’anima antropologica. L’archeologia musicale di secoli divini, dove il compositore godeva di un magnate affidabile (più o meno) o la musica scivolava tra le strade come un torpedone impazzito: il jazz. Che bella scoperta, questa Musica in Villa, che dedica la maggior parte delle sue risorse ai suoni di mondi lontani, diversi, capaci di integrarsi. Una sorta di rinascimento musicale dove – in linea con la filosofia che la manifestazione ha approfondito nel tempo – si assiste ad un alternarsi di concerti seri e frivoli, gradevoli e raffinati, senza alcuna pretesa di marcare a fuoco la storia della musica. Il cartellone indugia nell’eterogeneità del menù sin da sabato 20 giugno con “L’eleganza nella sinfonia”: Pietro Borgonovo alla direzione dell’Orchestra Sinfonica di Savona e Martina Filjak al pianoforte. Schubert e Mozart come espressioni di una “leggerezza” che aleggia e che ci porta direttamente al 21 sulle note della Missa in tempore belli e i Vesperae solemnes de confessore di Franz Joseph Haydn. Di scena l’Europae Cantores diretti da Gordon Baird. E poi come dimenticare il barocco, così innocentemente melodico ma mefistofelico nel tentativo di riempire spazio e tempo: degli uomini e dei templi dedicati a Dio ma anche a loro stessi. Georg Friedrich Haendel supera qualsiasi aspettativa, ma dicono sia un peccato mortale ritenerlo più bravo di Johann Sebastian Bach. Ascoltate le Musiche sull’acqua e la Musica per i reali fuochi d’artificio con l’Orchestra Filarmonica Italiana e il direttore Ottavio Dantone, e poi fate voi…Non sia sa ancora cosa sia, eppure lo swing governa le nostre vite. Per chi lo conosce, il battito che agita e scatena i piedi da sempre ispira Dario Cellamaro – il bravo batterista varesino – alla testa dello Swingsuite 5et per presentare il suo ultimo cd (il primo live della sua produzione) dal titolo “Samira”. Con lui Stefano Caniato al pianoforte, Stefano Dall’Ora al contrabbasso, Sergio Orlandi alla tromba e flicorno e Felice Clemente al sax tenore. L’11 luglio spazio alle Serenate (Elgar, Grieg e Tchaikowskij) in compagnia di Mario Roncuzzi e l’Orchestra da camera di Engelberg, per poi passare al 12 con il fuori programma “Smisurata preghiera…e nemmeno un rimpianto”: le canzoni di Fabrizio De André nello spettacolo immaginato e diretto da Stefano Orlandi a Villa De Strens (ingresso euro 10). Il 18 si passa alla Magia Tzigana dell’orchestra Tzigana di Budapest sotto la guida di Antal Szalay: musica da ballare –così dicono – ma anche da ascoltare, perché c’è troppa malinconia, anche quando i ritmi si fanno frenetici, per abbandonarsi completamente al buonumore. Il 26 si va a Cuba con il Buena Vista Social Club – Grupo Compay Segundo: dalla povertà al successo in 50 anni di servizio al regime di Castro. Si potrebbe pensare male, eppure è del tutto casuale il fatto che “I Boston Pops”, in scaletta l’1 agosto con le musiche di Anderson, William e Webber – arrivino subito dopo “l’embargo cubano”. La musica , a volte, non conosce politica: viviamo tutti nello stesso mondo, ma i leader non lo capiscono. E allora si ritorna in Europa, l’8, con “Omaggio a Haydn” attraverso la lettura dell’Orchestra della Svizzera Italiana – direzione di Diego Fasolis e tromba solista di Sébastien Galley – della Sinfonia “Feuersymphonie” n. 59 in la maggiore, del concerto per tromba in mi bemolle maggiore e della sinfonia n. 101 in re maggiore “L’Orologio”. Per ricordarci che tutto passa, ma il tempo è il nostro peggior nemico.

13 giugno 2009 - Davide Ielmini - d.ielmini@varesereport.it
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