Cinema

Con l’arrivo di Gheddafi stop alla censura del film sull’eroe libico che venne ucciso dal fascismo

gheddafi1Quando Muammar Gheddafi è sceso dall’aereo a Ciampino per quella che si può definire una visita storica, aveva sul petto, sopra le decorazioni, due fotografie dell’eroe della Resistenza libica Omar al-Muktar. Settantatrenne era stato catturato dai fascisti di Rodolfo Graziani il 12 settembre 1931 dopo una caccia durata mesi ed impiccato nel campo di concentramento di Soluch dinanzi ad una folla di venti mila libici fra cui centinaia di notabili confinati a Benina. Appena l’interprete Nasri Hermes gli aveva tradotto la sentenza dopo un processo-farsa, al-Muktar mormorò: ” Da Dio siamo venuti e a Dio dobbiamo tornare”. Alle 9 del 16 settembre lo straordinario campione della lotta alla ferocia coloniale fascista penzolava dalla forca. Pochi sanno che nel 1979 Gheddafi aveva affidato al regista siro-americano Mustafa Akkad l’incarico di girare nel Gebel cirenaico un kolossal del costo di 50 miliardi sulle gesta dell’eroe nazionale. Per il film “The Lion of the Desert”, un cast eccezionale: Antony Quinn, Irene Papas, Raf Vallone, Gastone Moschin. Un’iniziativa “legittima e storicamente opportuna” commentò il professor Angelo Del Boca, il nostro massimo storico coloniale. Ma il film, per la sua forte carica anticoloniale che metteva a nudo una delle pagine più vergognose della storia del fascismo in quel tragico biennio 1930-1931, in Italia non è mai circolato. Vietato da una censura che voleva nascondere la verità. Ciò che disturbava non era tanto che il film si proiettasse ma che potesse essere giudicato e discusso nella sua drammatica crudezza. Come per l’uso dell’iprite e dei gas vescicanti usati non solo in Etiopia ma ancheil Libia, uso finalmente ammesso dopo trent’anni di lotta di Angelo Del Boca dal gabinetto Dini nel 1996. L’ultimo veto al film su al-Muktar scattò a Trento il 7 aprile 1987. La Digos proibì la proiezione della pellicola perchè “priva dei visti della censura amministrativa e dell’autorizzazione ministeriale”. Il veto è oggi caduto, finalmente. Questa sera, il film sarà offerto in visione ai telespettatori italiani dalla rete Sky, alle 21. Un concreto gesto di amicizia che rende più credibile questa nuova pagina della storia d’Italia.

11 giugno 2009 - Franco Giannantoni -
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