Varese

Tra il sindaco e la polizia locale è muro contro muro

home1_01internoE’ muro contro muro tra sindaco e polizia locale a Varese. La scelta dei vigili di convocare per venerdì un’assemblea sindacale proprio nel momento in cui era stata organizzata da tempo la festa della polizia locale, è stata la fatidica scintilla che ha fatto scoppiare lo scontro. Il primo cittadino di Varese, Attilio Fontana, ha subito bollato la richiesta dei vigili come “uno schiaffo alla città, un gesto offensivo nei confronti dell’amministrazione, della città e della divisa che dovrebbero avere l’onore di portare”, e ha immediatamente annullato la cerimonia. Quale le motivazioni dello scontro? A stare a quelle ufficiali, lo scontro ha come oggetto la reperibilità notturna (dall’una alle sette del mattino) collegata al verificarsi di gravi incidenti stradali. Una reperibilità trattata e pagata dall’amministrazione come straordinario. “Un modo per sgravare le forze dell’ordine e mantenerle impegnate nel presidio del territorio”, spiega il sindaco Fontana. Da una parte, l’assemblea dei vigili resta convocata e autorizzata, dall’altra il sindaco e l’amministrazione comunale restano irrigiditi sulle loro posizioni. Forse le motivazioni non sono così semplici. Pare che tra i vigili urbani e il nuovo comandante della Polizia locale, Gianni Degaudenz, non ci siano rapporti particolarmente distesi. E poi, se si esce dal ristretto capitolo in questione, e si affronta quello più generale del Comune di Varese, il personale è già sul piede di guerra sul fronte del fondo di produttività, cioè il salario flessibile. Un capitolo che registra un altro scontro tra sindacati e amministrazione comunale, sia per i tagli del fondo di produttività, sia per avere già escluso che questa parte non sia flessibile, ma fissa, stabilita una volta per tutte. E’ chiaro che, a partire dallo scontro con i vigili, il sindaco abbia scelto la linea dura, dichiarando che non farà nulla per cercare vie d’uscita, individuare soluzioni alternative allo scontro, tentare mediazioni. Una scelta che può pagare in termini politici, in questo clima di duro confronto post-elettorale nella maggioranza, andandoperò a scapito di quella città che certamente guarda all’impasse in atto con non poca preoccupazione e disagio.

10 giugno 2009
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