Varese

Angeli, Guardie e Rangers: debutta la sicurezza affidata alle associazioni

home2_interno4Sottoscritti dal Comune di Varese quattro protocolli d’intesa con altrettante associazioni di volontariato in divisa. Si tratta delle Guardie ecologiche volontarie, dei Rangers d’Italia, dei City angels e degli Angeli urbani di Varese. Oggetto degli accordi, sul fronte della sicurezza, il coordinamento tra i volontari di queste associazioni e la Polizia locale della città giardino. Si è parlato di una decina di persone che, nel corso della giornata, controlla e presidia le solite zone a rischio della città, come la zona stazioni, piazza della Repubblica, via Dandolo, viale Milano, piazzale Trento accanto all’Upim, su alcuni autobus. L’assessore alla Sicurezza e polizia locale, il pidiellino Fabio D’Aula, ha rimarcato che sono “associazioni di volontariato qualificate nel loro campo, con uno statuto e un’attività sperimentata”. Da parte dei rappresentanti delle associazioni, si è invece sottolineato che il valore di riferimento è principalmente la solidarietà, la collaborazione le Forze dell’ordine, il senso etico. E, soprattutto, le associazioni fanno solo prevenzione, dato che la repressione spetta a polizia e Carabinieri. Tutte cose, detta francamente, che ogni cittadino deve garantire, come del resto hanno riconosciuto gli stessi esponenti delle associazioni. E dunque? Perché la divisa? Se la “mission” è segnalare alle Forze dell’ordine eventuali comportamenti sospetti o delittuosi, che bisogno c’è di farlo con il basco e anfibi? E poi, come accade in tutto il mondo, i volontari che assistono emarginati e poveri non li aiutano in divisa. Qualcuno nutre il dubbio che, in realtà, dietro questi protocolli e il riconoscimento ufficiale da parte del Comune delle associazioni impegnate sul fronte-sicurezza, si siano iniziate le prove generale per le future ronde, previste da un controverso provvedimento attualmente in discussione, e non ancora diventato legge. Un provvedimento che rischia di “privatizzare” ordine e sicurezza, con tutti i rischi che ne conseguono. Nega l’assessore D’Aula: “Sono due cose assolutamente diverse”. Ma il dubbio rimane, e forte.

9 giugno 2009
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