Economia

Convegno Confindustria: meno infortuni sul lavoro in Lombardia

home2_interno2La sicurezza sul lavoro in Lombardia “è una priorità nell’agenda politica da molti anni” e ha trovato nel Piano 2008-2010, adottato d’intesa con tutte le parti sociali (imprenditori e sindacati) e l’Inail, una sua espressione matura e ambiziosa: l’obiettivo (“che è alla nostra portata”) è ridurre del 15% gli infortuni sul lavoro denunciati (- 23.700 in termini assoluti) e del 10% le morti bianche. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenendo oggi alla giornata di studio promossa da Assolombarda (in collaborazione con Inail e Fondo Dirigenti Pmi) dedicata a “Sviluppo imprese in sicurezza”, ha tracciato un bilancio positivo di quanto già realizzato sul fronte della prevenzione degli incidenti sul lavoro, rilanciando allo stesso tempo l’impegno fondato sui tre pilastri scritti nel Piano 2008-2010: la centralità del ruolo delle aziende; le strategie di prevenzione; la partecipazione di tutti gli attori. Insieme a Formigoni, hanno partecipato alla tavola rotonda – conclusa da un intervento del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia – Diana Bracco (presidente Assolombarda) e Marco Fabio Sartori (presidente Inail). Dopo aver ricordato come l’impegno per la sicurezza sul lavoro nasca dal riconoscimento della “centralità dell’uomo”, Formigoni ha menzionato alcuni dati, che parlano di una generale diminuzione degli infortuni e delle malattie professionali denunciati in Italia (-5% nel 2008 rispetto al 2007). Dati ancora migliori si sono registrati in Lombardia: come attesta la Direzione regionale lombarda di Inail l’andamento degli infortuni sul lavoro nei primi 11 mesi del 2008 (139.245) fa segnalare un deciso miglioramento rispetto all’anno precedente, sia per quanto riguardo gli eventi denunciati (-7,3% nell’agricoltura, -4,2% nell’industria-commercio-servizi) sia per i casi mortali. Da gennaio a novembre del 2008 gli infortuni mortali sono diminuiti del 37% rispetto al 2007, contro una diminuzione registrata in Italia del 16% (fonte Inail): confrontando i dati dei primi 5 mesi del 2009 con quelli del 2008, si nota come si siano verificati 19 infortuni mortali contro i 28 dell’anno passato. “Il fatto che la frequenza infortunistica in Lombardia si attesti nettamente al di sotto della media nazionale (17ma regione prima di Sicilia, Campania e Lazio) – ha aggiunto Formigoni – non ci può tuttavia far dormire tranquilli: ogni decesso e ogni singolo infortunio rappresentano ferite profonde, a partire dalle quali costruire una nuova cultura della sicurezza sul lavoro”. Nel Piano triennale per la sicurezza 2008-2010 Regione Lombardia ha voluto promuovere il principio secondo cui la sicurezza è certamente un vincolo che tutti devono rispettare, ma può diventare fonte di opportunità: i costi del ‘non fare sicurezza’ rappresentano una perdita economica, oltre che sociale, per l’intero sistema”. “Da questo punto di vista – ha detto ancora il presidente – il primo pilastro del nostro Piano per la sicurezza è la centralità dell’azienda e del suo sistema di gestione della sicurezza sul lavoro. I datori di lavoro sono i veri protagonisti del sistema”. Regione Lombardia è partner attivo dell’impegno delle aziende, avendo tra l’altra siglato con Inail un accordo che prevede sconti premiali sulle tariffe assicurative del 5% per le aziende grandi e del 10% per le piccole medie imprese che volontariamente adottano i criteri contenuti nelle linee guida e nei documenti prodotti a livello regionale. Il secondo pilastro del Piano triennale per la sicurezza è l’approccio globale alle politiche di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In primo piano, in questo ambito, la formazione e l’istruzione, tanto più importante ad esempio per i lavoratori stranieri. Nel 2008, ha ricordato Formigoni, per il comparto edile tutte le Asl hanno curato direttamente, o partecipato attivamente, alla realizzazione di corsi di formazione per capocantiere; sono stati organizzati anche momenti di formazione per i coordinatori alla sicurezza sulle “regole minime” di comportamento da tenere nei cantieri, concordato con ordini e collegi professionali; in 158 Comuni (pari al 10% dei Comuni della Lombardia) sono stati anche realizzati seminari per agenti di Polizia Locale. Sui controlli il Piano regionale 2008-2010 ha previsto un incremento del numero delle verifiche nelle aziende effettuate dai servizi di vigilanza delle Asl. A consuntivo risultano già effettuate oltre 52.000 ispezioni e verificati più di 44.000 documenti inerenti la programmazione e la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute delle aziende. Il terzo pilastro del Piano triennale per la sicurezza 2008-2010 è la sinergia tra tutti gli attori della prevenzione dei rischi professionali. “La cultura della sicurezza – ha sottolineato Formigoni – deve basarsi sulla compartecipazione e sul dialogo: istituzioni, datori di lavoro, lavoratori, parti sociali e rappresentanti del partenariato economico-sociale devono operare assieme, all’interno di un quadro chiaro di diritti, doveri e responsabilità”. È la cosiddetta “partecipazione attiva” che ha caratterizzato l’elaborazione dello stesso Piano regionale che, dopo essere stato presentato l’11 dicembre 2007 a tutti i soggetti interessati, è stato sottoscritto il 13 febbraio 2008. In un’indagine, condotta nel 2008 a Lecco dall’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, è emerso che l’83% delle piccole e medie imprese intervistate considera la sicurezza un elemento di primaria importanza. “Facciamo in modo, tutti assieme – ha concluso Formigoni – che la sicurezza diventi una priorità per il 100% delle imprese italiane: Regione Lombardia è pronta a studiare nuovi interventi che incentivino sul territorio le attività di prevenzione”.

4 giugno 2009
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