Lavoro

Disoccupati in crescita sul territorio. Dalla Provincia proposta choc: stop ai flussi migratori

stranieri_internoC’è la crisi, lo si sa, anche nella provincia di Varese. Lo confermano anche i dati Istat di fine aprile. Dati preoccupanti, che richiedono un supplemento di riflessione e di soluzioni creative. Anche in Provincia di Varese il numero di persone in cerca di occupazione è in crescita. Dopo 10 anni di discesa quasi ininterrotta, nel 2008 il tasso di disoccupazione nel nostro territorio ha raggiunto il 3,5%, un dato leggermente inferiore alla media regionale (3,7%) e in crescita rispetto al 2,9% dello scorso anno. Cresce anche il numero di persone “inattive”, cioè di persone tra i 15 e i 64 anni che, scoraggiate, escono da ogni circuito di “attivazione” e decidono di non cercare più lavoro. Coloro, insomma, che abbandonano il campo perché non sostenuti in alcun modo. Naturalmente, ad essere coinvolte da questo fenomeno sono in prevalenza le donne (41,9%) e in misura inferiore gli uomini (21,3%). Continua a crescere anche il numero di persone che si rivolge ai Centri per l’impiego della Provincia di Varese per iscriversi nell’elenco anagrafico (+49,8% nei primi quattro mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008). A fronte di tutti questi dati drammatici, che ricordano come la crisi mondiale sia giunta anche tra noi, c’è chi sceglie di imboccare una scorciatoia. Partendo dalla percentuale del 14,88% di iscritti ai Centri per l’impiego che risulta riguardare persone provenienti da paesi extracomunitari, l’assessore leghista al Lavoro della provincia di Varese, Alessandro Fagioli, dichiara: “I dati confermano una situazione generalizzata di difficoltà economica, anche in una realtà forte come quella lombarda e varesina. Quindi, a fronte di un aumento della disoccupazione, chi parla oggi di sospensione dei flussi migratori sostiene tesi degne di considerazione”. Sarebbe opportuno, prima di arrivare a simili conclusioni, se gli iscritti provenienti da paesi extracomunitari hanno intenzione di svolgere lavori che anche i varesini vorrebbero fare. Non solo: sarebbe anche il caso di chiedersi se le aziende “made in Varese” condividono o meno l’idea di tagliare i flussi. Considerazioni da fare. Pacatamente, e rifuggendo i luoghi comuni.

3 giugno 2009
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