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La tragedia della Lazzarini rievocata alla Pellico. Ai martiri delle Bettole dedicata l’aula magna

pellico_internoSarà intitolata ad alcuni martiri della Resistenza l’aula magna della Scuola secondaria Silvio Pellico di Varese. La cerimonia, che si svolgerà venerdì 5 giugno, alle ore 11, presso l’edificio di via Appiani 15, è stata promossa dall’Istituto comprensivo Varese 2, dall’Anpi provinciale e dalla stessa scuola Pellico. La prolusione sarà a cura dello storico varesino, Enzo La Forgia, che proporrà una riflessione su “il contributo dei giovani alla Resistenza”. L’aula magna prenderà, dunque, il nome di Evaristo Trentini (1921) di Clivio, Elvio Copelli (1924) di Voldomino e Luigi Ghiringhelli (1924) di Luino, tutti caduti alle Bettole il 7 ottobre 1944. Un’intitolazione che evoca la vicenda della “banda” Lazzarini, che secondo la testimonianza del suo fondatore Giacinto Lazzarini nacque subito dopo l’8 settembre ’43, ma divenne protagonista solo dall’estate del 1944. Era composta da una trentina di elementi, per lo più soldati sbandati, renitenti alla leva, antifascisti locali. A comandarla, il “capitano” Giacinto Domenico Lazzarini (1912) di Mesenzana, enigmatico personaggio legato ai Servizi Segreti Alleati. La “banda” Lazzarini, alla sua fondazione prese contatti con le organizzazione clandestine cattoliche, e dipendeva dal CLN di Milano. Solo nella fine dell’estate del ’44 prese contatti con il CLN di Varese. La formazione fu in contatto coi partigiani del S. Martino ed anche responsabile nel nostro territorio di alcune azioni partigiane, alcune drammatiche, ma la notte del 7 ottobre 1944, in seguito a delazioni, venne quasi al completo sorpresa nel sonno alla Gera di Voldomino da un centinaio di fascisti provenienti da Varese. Quattro partigiani, dopo esser stati picchiati a sangue, vennero fucilati in loco. Cinque, dopo molte botte, furono trasportati a Brissago e lì passati per le armi. Tre, infine, proprio i tre partigiani ai quali sarà dedicata l’aula magna della Pellico, furono uccisi alle Bettole di Varese e i loro corpi rimasero sotto la pioggia per ore prima di essere sepolti. Una fine terribile alla quale assistette il sacerdote don Giuseppe Tornatore, che ne lasciò una suggestiva testimonianza.

2 giugno 2009
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