Cultura

Elogio delle identità locali e del Carroccio al termine del festival organizzato da Terra Insubre

insubria_023Se n’è uscito con un sincero sentimento d’invidia nei confronti del Carroccio, lo scrittore e giornalista siciliano Pietrangelo Buttafuoco, al dibattito su “Federalismo, identità ed etnocultura in Europa”, appuntamento di chiusura del festival organizzato a Varese da “Terra Insubre”. “In Sicilia non abbiamo mai avuto un Tosi, un Miglio”, ha detto Buttafuoco, forse dimenticando la rotta di collisione dell’ultimo Miglio nei confronti della Lega. “Vi invidio perché avete avuto un grande movimento di popolo capace di rovesciare l’establishment politico e culturale. Mettendo in crisi quei Soloni radical-chic che a Caparbio pensavano di avere in tasca i segreti dell’universo”. Un dibattito di chiusura che ha preso un piega fortemente politica, anzi partitica, per la presenza, al tavolo del confronto, dell’assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie, Massimo Zanello, ma soprattutto dell’onorevole Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda e presidente Commissione Bilancio alla Camera. Secondo Zanello, la vera ricchezza della produzione culturale del nostro Paese appartiene al periodo in cui non era ancora nata l’Italia. “Una volta che è nata l’Italia, abbiamo registrato una vertiginosa decadenza culturale”. Il nostro territorio deve recuperare, secondo Zanello, il posto che merita, essendo stato il luogo in cui fu emanato l’Editto di Costantino e in cui si incontrarono S, Agostino e S. Ambrogio “padri fondatori del pensiero europeo”. L’onorevole Giorgetti ha invece attribuito alla Lega Nord la capacità di avere intuito in anticipo la crisi che oggi stiamo vivendo. “E’ stato Umberto Bossi che 30 anni fa ha capito la crisi di oggi, e la Lega oggi è forte perché in grado di dare le risposte adeguate meglio e prima degli altri”. Eduardo Zarelli, responsabile della casa editrice Arianna, si è scagliato contro “l’ambientalismo progressista italiota”, citando autori come Jünger e Heidegger. Infine il magistrato e scrittore Giuseppe Battarino si è soffermato sulla necessità di conciliare i livelli di governo con le identità.

31 maggio 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi