Varese

La satira di Serra non piace al sindaco di Varese

Michele Serra

Michele Serra

Si resta “esterrefatti” di fronte al fatto che il primo cittadino di Varese rimanga “esterrefatto”. Il sindaco Fontana critica (cosa del tutto legittima, naturalmente) Michele Serra che, in un intervento su “L’Espresso” dal titolo “A Malpensa ci pensa la Lega”, ironizza sulla città giardino. Serra parla della città come “Firenze del Nord”, racconta di un assessore leghista dal buffo nome di “Walter Garlusio, detto ‘il Casciabal’”, dice che a Varese ci sono tante case, due giardinetti e un coiffeur per cani, e via cantando. Il sindaco replica, stizzito, che Serra fa satira “ignorante”, che offende, “con l’odio ideologico, un’intera comunità”. Conclude il primo cittadino con un definitivo: “si tratta solo di squallida ideologia”. Vorremmo sommessamente ricordare al sindaco che, per quanto non gli sia gradita, si tratta pur sempre di satira, e in particolare di satira che, come accade spesso nella rubrica di Serra, si accanisce contro partiti e uomini politici. Non condividiamo l’affermazione del sindaco che questo significhi offendere i varesini. La satira, dall’antichità ad oggi, se l’è sempre presa con i potenti e in qualsiasi democrazia resta un esercizio del tutto normale ed accettato. Può piacere o non piacere, far ridere o meno, ma è opportuno lasciare la satira dentro i suoi limitati, mediocri confini, senza esagerare. Insomma, è opportuno lasciare a Serra quel che è di Serra.

29 maggio 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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