Cultura

Il Linati viaggiatore in Bretagna riscoperto e pubblicato in volume dal fan Mario Chiodetti

Carlo Linati

Carlo Linati

Erano necessarie la perseveranza e la competenza di Mario Chiodetti, giornalista e cultore di cose della Belle Epoque, per pubblicare un’opera come “Campeggiando in Bretagna, pagine di vagabondaggio” di Carlo Linati, con foto e disegni dell’autore, un aureo libretto che segue di qualche anno (era il 2002) un altro volumetto del medesimo autore, che aveva per titolo “Di lago in lago” (il primo pubblicato dal Chiostro di Voltorre, il secondo da Terra Insubre). Diciamolo subito: Linati era un eccentrico, un curioso, un vagabondo, appunto, come specifica il sottotitolo del volume sul viaggio che Linati intraprese, nei primi anni Trenta, in Bretagna, restituendoci una terra che oggi non esiste più, appunti di viaggio che ci arrivano da lontano, dapprima pubblicati sulla rivista del ministro delle colonie di Mussolini, Luigi Federzoni, e poi riprodotti in volume (correva l’anno 1939). Ora l’idea di estrapolare le pagine dedicate alla Bretagna e di ripubblicarle in un elegante volumetto. Possiamo così apprezzare nuovamente, come scrive Chiodetti nell’introduzione, la prosa “nitida e sbrigliata, accattivante come un diario e piena di riferimenti colti e mondani” di Linati, amante della sua terra lariana, del suo lago, ma anche spirito europeo raffinato e colto, come confermano i suoi rapporti con James Joyce (che tradusse per primo in italiano) e con Ezra Pound. E così il linatiano Chiodetti (come ammette lui, “noi due ci assomigliamo molto”) ci regala questa sessantina di pagine che, tra l’altro, ripropongono il miglior Linati: quello della misura breve, del racconto stringato ed essenziale, e non certo quello, assai meno apprezzabile, della forma-romanzo. Un’iniziativa di recupero che conferma quanto il meglio della nostra intellighenzia locale fosse con un piede posato sul proprio territorio e con l’altro già in Europa.

29 maggio 2009
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