Economia

E il sindacato lancia un protocollo contro la crisi

Da sinistra: Carmela Tascone (Cisl), Marco Molteni (Uil) e Franco Stasi (Cgil)

Da sinistra: Carmela Tascone (Cisl), Marco Molteni (Uil) e Franco Stasi (Cgil)

Cgil, Cisl e Uil mandano da Varese un segnale forte e chiaro sulla crisi. I numeri sono da bollettino di guerra: in provincia sono 20 mila i lavoratori interessati dalla cassa integrazione (di questi sono 3 mila in cassa straordinaria, con ben poche speranze di rientrare), e circa 800 le aziende medio-piccole che si sono rivolte agli ammortizzatori sociali come un’ancora di salvazza. Una situazione drammatica, di cui i sindacati sono consapevoli per l’esperienza che fanno ogni giorno nelle loro sedi. Carmela Tascone, segretaria generale Cisl. “Li incontriamo ogni giorno, i lavoratori in difficoltà, quelli che non sanno come pagare il mutuo della casa, quelli che hanno figli a carico e stanno perdendo un reddito indispensabile per la loro famiglia”. E poi ci sono i precari, i pensionati, i lavoratori stranieri, che per la legge Bossi-Fini quando perdono il lavoro, perdono anche il permesso di soggiorno. Tira una brutta aria, anche dalle nostre parti. “Non vogliamo fare falsi allarmismi – interviene Franco Stasi, segretario generale Cgil -, ma iniziamo a registrare passaggi sempre più numerosi dal full-time al part-time, posticipi nel rientro dalle ferie, segnali che parlano di lavoratori che stanno pagando un prezzo pesante”. Ecco, allora, che i sindacati stilano una proposta di protocollo d’intesa proprio sulla crisi: in parole semplici, un grido perché tutti si sveglino e facciano la loro parte di fronte ad una situazione di una gravità senza precedenti. “Un documento aperto – lo definisce Marco Molteni, segretario della Uil -, che vogliamo discutere con le associazioni d’impresa e poi presentarlo, insieme a loro, a Provincia e Camera di commercio”. Tra le misure del protocollo, accesso facilitato al credito agevolato per le piccole imprese, accordo con le banche per anticipare ai lavoratori la cassa integrazione, un fondo di 500 mila euro della Camera di commercio per sostenere misure alternative ai licenziamenti, monitoraggio periodico della situazione, più impegno sulla crisi di Malpensa, tavolo di concertazione sulle infrastrutture come volano di nuova occupazione. Misure su cui aprire il confronto. L’immobilismo è la cosa peggiore, anche in questo campo. Nessuno vuole che il protocollo faccia la stessa fine del fondo “Confiducia”, quattro milioni usciti da Camera di commercio e Provincia e destinati alle imprese, e rimasto bloccato per mesi negli uffici della Regione.

29 maggio 2009
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