Varese

In nome di Garibaldi, il corteo marcia sotto la pioggia

garibaldi_013Non è un anniversario sereno, questo centocinquantesimo della battaglia di Biumo, quando Garibaldi, con i suoi Cacciatori delle Alpi, sconfisse gli austriaci del generale Urban. La tensione si respira nell’aria: pesa il “niet” del Carroccio, nonostante tutti gli sforzi del comitato spontaneo a gettare acqua sul fuoco. A rappresentare il Comune di Varese in piazza Podestà ci sono il vicesindaco De Wolf, l’assessore Tommasini, ma il primo cittadino Attilio Fontana ha deciso di non intervenire. “Sono già soddisfatto che il sindaco Fontana si sia fatto vedere questa mattina alla commemorazione di Ernesto Cairoli”, sibila Franco Prevosti, presidente della Commissione Cultura del Comune. In compenso arriva il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Il suo è un bagno di folla. Insieme al presidente del comitato, Giovanni Valcavi, depone una corona ai Caduti ai piedi del monumento del garibaldino. “Cento dialetti, mille campanili, tante diversità che sono una ricchezza. Il miracolo italiano – dichiara il ministro – sta nella capacità di tradurre queste differenze in una forte identità, che rende unici e amati gli italiani in tutto il mondo”. Presto nella piazza c’è di tutto: dalle bandiere rosse di Rifondazione alla bandiera dei reduci delle Guerre d’Indipendenza, raramente in libera uscita dal Pantheon; c’è il picchetto d’onore e i ragazzi della “Fratelli Cairoli” e della “Righi”; ci sono le crocerossine e un gruppo in costume da guerre risorgimentali. E poi c’è Anita Gatribaldi, pronipote, che parla chiaro. “La Lega non dovrebbe fare polemiche, ma dovrebbe dedicare a Garibaldi un monumento: il generale è stato un grande federalista. E un uomo che aveva capito che l’Italia non si poteva unificare con le armi, ma con la cultura”.


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26 maggio 2009
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