Cinema

Enzo D’Alò chiude A-Tube, il festival degli under-30

dalo_03Tra i più popolari autori italiani d’animazione, capace di creare un’alternativa tutta “made in Italy” al colosso Disney, Enzo D’Alò è arrivato a Varese per chiudere “A-Tube”, il festival del cinema d’animazione alla sua prima edizione che per una settimana ha offerto una vetrina d’eccellenza del genere. Una giornata finale, domenica 24 maggio, servita anche agli organizzatori per tirare un primo bilancio. “Abbiamo registrato ogni sera un grande afflusso di giovani e giovanissimi – spiega il direttore organizzativo, Valentina Zolla -. Un vero successo, dovuto al fatto che ci siamo affidati a strumenti nuovi come You Tube e Facebook, e stiamo pensando anche di entrare in Second Life”. Tra i ragazzi intervenuti, anche due ventenni che per vedersi i corti proiettati a Varese sono arrivati da Piacenza. “Questa iniziativa – dice il critico Maurizio Fantoni Mannella, raffinato direttore della Sala Urano del MIV – si è meritato sul campo la sua seconda edizione”. Festival promosso a pieni voti anche dall’assessore alla Promozione del Territorio del Comune di Varese, Enrico Angelini, il quale si definisce “un fan sfegatato di D’Alò”. “Se c’è D’Alò – ricorda Angelini quando gli fu proposto il festival -, non possiamo non farlo!”. Ecco, dunque, il regista partenopeo che entra al Multisala Impero di Varese affiancato dalla moglie Maricla Fatato. Si intreccia un fitto dialogo con il regista Giorgio Ghisolfi, direttore artistico del festival e storico collaboratore di D’Alò. “E’ positivo che questa manifestazione sia diretta da Ghisolfi, uno di noi, un autore che viene dal nostro mondo”, dichiara il regista di “Momo”. Quale il segreto della “via italiana” al cinema d’animazione? “Concentrarsi sulla scrittura. Racconto delle storie per coinvolgere lo spettatore, ma gli lascio il tempo per riflettere”. Un cinema di storie ben raccontate, di personaggi ben descritti, “anche a condizione, come è accaduto con il romanzo di Sepulveda ‘La gabbianella e il gatto’, di cambiare i romanzi, creare nuovi personaggi”. E soprattutto, ricorrendo alla collaborazione alla sceneggiatura di veri scrittori, come Furio Scarpelli e Vincenzo Cerami. Una freccia polemica scocca infine per le pellicole 3D. “Spesso sono troppo attenti alla forma, dimenticando il contenuto”.

24 maggio 2009
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