Varese

Non solo budget. Come gli eventi veicolano cultura

estensiEventi come strumenti irrinunciabili per il marketing territoriale, un vero e proprio volano per lo sviluppo, una ricetta per attirare turisti e risorse a casa propria. E’ chiara l’indicazione uscita dalla tavola rotonda “Eventi & Territorio” che si è svolta a Varese, presso il Teatrino Santuccio, alla presenza di amministratori locali ed esperti di comunicazione. L’iniziativa, organizzata nell’ambito della rassegna “Amor di libro” che sta volgendo al termine, è stata organizzata, in sinergia con il Comune di Varese, dall’Upel, Unione provinciale enti locali, associazione non profit che da mezzo secolo opera al servizio delle amministrazioni locali. Un’occasione di riflessione e dibattito a porte aperte che, oltre a marcare lo stretto legame tra le manifestazioni pubbliche e la riscoperta del territorio, l’importanza di un monitoraggio costante delle iniziative e di un’analisi dei risultati, con l’obiettivo di programmare al meglio gli eventi futuri. Numerosi gli interventi alla tavola rotonda, che è stata moderata da Marcello Vitella, consulente per la comunicazione di Upel. Presentando le iniziative del capoluogo, il sindaco di Varese, Attilio Fontana, ha sottolineato il successo della recente apertura del parco di Villa Mylius. “Gli eventi che sono stati organizzati – ha detto il primo cittadino di palazzo Estense – hanno fatto conoscere un luogo sconosciuto a molti varesini”. Promossi anche gli eventi ospitati dal Teatro Apollonio e la manifestazione della “Notte Bianca”. Proprio quest’ultima dimostra, secondo il sindaco, che “non è più sufficiente solo un bel luogo, ma diventa fondamentale l’organizzazione del divertimento per la gente, la possibilità di incontrarsi e divertirsi”. Tanti gli eventi, forse troppi, ci sarebbe da dire, con il rischio di qualche ripetizione, di qualche sovrapposizione. Un’obiezione ben presente a Fontana che, infatti, si è detto convinto che occorra “individuare qualcosa che caratterizzi Varese come accade con Mantova e la letteratura”. Uno sforzo, insomma, di sinergia tra le realtà esistenti, che porti ad un risultato eccellente e condiviso. Ha preso la parola anche il presidente del Corso di laurea in Scienze della comunicazione all’Insubria, Claudio Bonvecchio, che ha rimarcato le radici sociali, religiose, “identitarie” degli eventi. Questi ultimi costituiscono, per Bonvecchio, “lo strumento principe per veicolare cittadinanza e senso dell’identità, necessaria soprattutto in un’epoca di globalizzazione come questa”. Un’identità, però, che sia rispettosa di quella degli altri, pur sottolineando il rapporto tra cultura e territorio. Un percorso, quello dell’identità, che deve affidarsi a strumenti di comunicazione nuovi ed efficaci. A tale proposito, la “cultura dell’immagine” può offrire opportunità davvero preziose.

22 maggio 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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Un commento a “Non solo budget. Come gli eventi veicolano cultura

  1. od il 22 maggio 2009, ore 14:58

    ma quando la cultura è mera propaganda è giusto che si parli solo di budget.
    e, soprattutto se si tratta esclusivamente di eventi, è necessario aver ben chiaro gli obiettivi e scindire la cittadinanza dal turista…

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