Volontariato

Scatti dall’Africa più profonda in mostra a Varese

home2_interno2Una tragica faccia del Sud del mondo, nascosta agli occhi del mondo, approda a Varese con tutta la sua durezza e la sua silenziosa denuncia. E’ il mondo dei “mpamaki vato” del Madagascar, spaccatori di pietre che vivono ai piedi di una montagna dalla quale ogni giorno scavano roccia che poi trasformano in ghiaia con rudimentali attrezzi o a mani nude. Un lavoro durissimo, al quale sono condannati, ogni giorno, uomini, donne e, soprattutto, bambini. Una situazione di miseria assoluta documentata dalla mostra che si intitola proprio “Mpamaky vato. Gli spaccatori di pietre del Madagascar” e propone suggestivi “scatti” fotografici di Alfredo Macchi, giornalista e fotografo. Si tratta di una trentina di immagini, scattate dal fotografo nel gennaio 2008 nell’isola di Nosy Be, a nord del Madagascar. L’intento è quello di spingere lo sguardo oltre film d’animazione di grande successo, oltre lo scenario da cartolina, fatto di spiagge coralline e mare turchese, per documentare una realtà quotidiana di povertà, emarginazione e drammatiche condizioni di vita. La rassegna è in programma per sabato 23 maggio, alle ore 17, a Varese, presso Villa Recalcati, e rientra nel progetto “Una sorgente per la vita!”, promosso da Kairos Onlus, per migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli abitanti del villaggio attraverso interventi mirati e concreti sul territorio, dalle infrastrutture all’assistenza medica e sanitaria, soprattutto per i più piccoli. Come sottolineano Roberto Lombardi e Raffaella Berto, tra i fondatori di Kairos, “la nostra realtà è nata da un gruppo di donne straniere. Abbiamo già realizzato una serie di progetti in Argentina e ora, in seguito a un viaggio in Madagascar, abbiamo attivato un altro “fronte” umanitario dopo aver scoperto questo villaggio dove donne e bambini spaccano pietre poi utilizzate come materiale di costruzione con strumenti rudimentali e in condizioni disumane. Dal 2008 a oggi abbiamo realizzato alcuni pozzi e stiamo lavorando per fornire un dispensario medico. Grazie alla sensibilità e alla professionalità di Alfredo Macchi siamo riusuciti a far conoscere nel mondo questa realtà. La mostra è già stata esposta a Roma e ha ottenuto riconoscimenti importanti anche negli Stati Uniti”. La mostra, che sarà aperta al pubblico fino al prossimo 6 giugno, offrirà anche l’opportunità di vedere un documentario sulla dura realtà documentata dalla mostra.

19 maggio 2009
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