Poesia

Soffia il vento della poesia da Viviani a Piccolo

panza_01Il vento della poesia soffia forte a Varese, in questi giorni. Parole e frasi alate, che si rincorrono per la città giardino, attraversando i confini di manifestazioni diverse. Sul nostro territorio non sono mai mancate iniziative dedicate a questa Musa, ma tra oggi e domani si assisterà a due appuntamenti da non mancare. A cominciare dall’incontro con l’ospite illustre che, questa sera, alle 21, interverrà alla rassegna del Comune di Varese, “Amor di libro”: è Cesare Viviani, poeta, critico, psicanalista che, sollecitato dalle domande del poeta e scrittore Dino Azzalin, ragionerà intorno al suo ultimo libro, pubblicato nella mitica serie bianca di poesia Einaudi, con il titolo “Credere all’invisibile”. Frequentazioni letterarie e personali di Mario Luzi (“il primo poeta italiano che ho letto”, ha dichiarato Viviani) e di Franco Fortini, durante e dopo gli anni senesi, rapporti con l’ambiente della neoavanguardia anni Sessanta, Sanguineti e Porta in particolare, documentati dal folgorante “L’ostrabismo cara” (ma Viviani ha dichiarato “non credo di essere un figlio della neoavanguardia”), versi scritti al punto di intersezione tra poesia e pratica psicanalitica, un lungo percorso di tutto rispetto, che gli ha sempre impedito (fortunatamente, per lui e per noi) di cedere ad iniziative di dubbio gusto come quella, recente, che vede insieme Conte, Cucchi e Mussapi, che si sono “autoantologizzati” a beneficio dei “giovani innamorati” (Salani editore). Dall’arte della poesia alla poesia dell’arte: sabato, alle ore 18, si apriranno al pubblico le “Stanze” di Gianriccardo Piccoli, una mostra per palati fini, ospitata alle Scuderie di Villa Panza a Biumo Superiore fino al 14 giugno. Quattordici quadri di grandi dimensioni, realizzati dall’artista appositamente per il luogo espositivo, fondono richiami e radici che vanno da Giorgio Morandi fino a Lawrence Carroll. Esponente della “figurazione esistenziale”, capace di utilizzare materiali particolari come la garza, Piccoli evoca grandi nomi della poesia italiana. Lo fa intitolando le sue “Stanze” con versi come “Un po’ di febbre”, “Frammenti lirici”, “Valentino”, che rimandano a Penna, Rebora e Pascoli. Ma soprattutto merita di essere citata quella che prende nome “O azzurra fermezza”, chiara citazione di Vittorio Sereni (“O azzurra fermezza di occhi di re/ di Francia rimasti con gioia in Lombardia…”), dedicata al filologo Dante Isella, studioso dell’opera di Sereni e grande estimatore di Gianriccardo Piccoli.

15 maggio 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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