Politica

Un miliardo in meno per le infrastrutture

treno1Il clima di concordia nazionale è ormai alle spalle, le certezze granitiche sulle “sorti magnifiche e progressive” pure. Ora sulla partita Expo 2015 si procede in ordine sparso. A partire dal governo Berlusconi che, dopo avere dato assicurazioni sul mantenimento degli impegni presi, ora fa marcia indietro. Come ha chiarito il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, “parte dei fondi destinati al programma infrastrutturale approvato dal Cipe è stata dirottata per la ricostruzione del post terremoto”. Poi ha aggiunto: “la stragrande parte delle opere è finanziata”. Un miliardo in meno, insomma, per dare i numeri. E la prima vittima dei tagli è la linea 6 del metro. Il terremoto taglia fondi per l’Esposizione universale? In realtà dentro il governo non sono mai mancati coloro che, un occhio alla crisi, non hanno mai nascosto le proprie perplessità sull’Expo. A cominciare dal ministro Tremonti che, come è noto, è legato da un filo diretto con la Lega. E perplessità e dubbi datano a ben prima del terremoto abruzzese. Sul Nord, per il centrodestra di governo, non tura una bella aria. Prima Alitalia che sceglie Fiumicino-hub, ora la doccia fredda dei tagli sull’Expo. E pensare che siamo soltanto all’inizio della lunga strada verso il 2015.

14 maggio 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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