Stranieri

Pacchetto-sicurezza, tra i cattolici c’è chi dice no

home1_interno2No alla volontà di mettere in discussione i diritti fondamentali della persona. No ad una logica repressiva nei confronti degli stranieri. Soprattutto no a norme “dettate da esigenze di immagine e di consenso”. All’indomani dei tre voti di fiducia sul “pacchetto sicurezza” in via d’approvazione in Parlamento, un gruppo di associazioni e movimenti appartenenti all’area cattolica si schiera apertamente contro il provvedimento in discussione e rompe gli indugi. Del fronte anti-decreto fanno parte Azione Cattolica Ambrosiana, Acli, Comunità di S. Egidio, Gruppo Promozione Donna, Movimento dei Focolari. “Siamo preoccupati per il concreto rischio di vedere messi in discussione alcuni tra i diritti umani fondamentali”. Nel documento, continuano i firmatari, prevale “una logica repressiva mirante a ‘rendere la vita impossibile’ allo straniero che si trovi in situazione di irregolarità”. Ancora: l’esasperazione della logica repressiva non va perché “nessun fenomeno complesso può essere regolato in quella sola logica”. Al contrario è necessario, secondo il fronte delle associazioni cattoliche, che “si mettano in atto anche quegli interventi promozionali, di sostegno e di integrazione, quali vie positive e lungimiranti per edificare nel tempo una società inevitabilmente multietnica e multiculturale”. Il documento è contrario a quella che definisce una “grande ipocrisia”: “si può fare ingresso in Italia solo dopo la stipula del contratto di lavoro, un ‘dopo’ che rischia di non avvenire mai o troppo tardi”. Un meccanismo perverso che finisce per diffondere solo il lavoro irregolare. E poi può stare solo scritto in un libro dei sogni (o degli incubi) l’applicazione del reato di clandestinità: “si prospetterebbero in Italia 650.000 processi” a carico dei clandestini e innumerevoli procedimenti contro tutti quei pubblici ufficiali (medici, infermieri, insegnanti) che non denunciassero i clandestini. L’appello si richiama a quel “bagaglio minimo di diritti” che deve essere riconosciuto ad ogni essere umano e alla “ricerca di soluzioni efficienti e razionali quale dovere primario della politica”.

IL DOCUMENTO (formato PDF)

14 maggio 2009
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