Musica

La Camerata dei Laghi miete successi. E coniuga pentagramma ed impresa sociale

camerata_02Giappone e Stati Uniti ne stanno facendo una scorpacciata. Nessuno, probabilmente neppure Sandro Pignataro e l’Orchestra Camerata dei Laghi, protagonisti del cd “Musica Assoluta-Ennio Morricone-Volume I”, si sarebbero aspettati un tale successo. E invece le vendite sono in costante salita, i grafici impazzano, le richieste non mostrano arresti. Una compagine “locale” che raggiunge tali vette è doverosamente omaggiata anche da Angelo Foletto su “Suonare News”: il riscatto dei “piccoli” contro le major ossidate dalla loro stessa bramosia di potere. A questa si aggiunge la riconoscenza di Luciano Violante espressa in una lettera: “Gentile direttore Sandro Pignataro, la ringrazio per il cd delle musiche del maestro Morricone dove, tra l’altro, è inciso un brano tratto da la ‘Cantata per i bambini morti di mafia’. Ho letto del bel lavoro (e meritorio) che fa IncontrArti e Le porgo i miei più vivi auguri e complimenti”. Ma Pignataro non conosce soste e spinge sull’acceleratore quando parla della rassegna “La musica si ascolta, si vede, si sente, si odora, si legge…”. L’ultima provocazione che lega l’idea dell’impresa sociale – dove l’arte si autofinanzia – all’attenzione nei confronti del pubblico. E di alcuni media che si dicono a favore della cultura prodotta dai giovani del nostro territorio, ma, quando serve, mancano di “servirli” nei modi più appropriati.
Dunque, maestro, un’altra stagione dove non ci sono “regole”?
“Le regole ci devono essere, ma vogliamo rinnovare il modo in cui si ascolta la musica. O, addirittura, “non si ascolta” ma si assapora con gli altri sensi corporei. D’altronde, è ormai tempo che la musica venga strappata dai teatri – i suoi musei – per leggerla in modo del tutto diverso, divertito, senza dimenticare la sua connotazione storica ma legandola al sentire del momento. Musica vissuta con lo spirito dell’uomo contemporaneo”.
Una musica che incontra il pubblico?
“Certo, perché pensiamo che il suono debba raggiungere l’ascoltatore, anche se è difficile e richiede un impegno estremo. Insomma, pensi che chiuderemo la rassegna con lo stesso programma che sessant’anni fa fu presentato alla Stagione del Quartetto di Busto Arsizio. Ecco, ci piacerebbe ricominciare, ma senza guardare al passato. Ripartire da qui, dall’oggi, verso il futuro”.
Con un’impronta inconfondibile, vero?
“Il 22 maggio, all’Auditorium Sacro Cuore di Gallarate, l’Orchestra sarà affiancata da installazioni olfattive: un artista laureato all’Accademia di Brera e specializzato in tecnologia applicate all’arte, utilizzerà elettrovalvole per diffondere fragranze scelte tra decine di essenze legate al tema, o all’emozione, musicale del momento. Proponiamo nuovi percorsi che da alcuni anni gli interpreti più curiosi stanno sperimentando con cura. Addirittura si sta pensando di omaggiare il pubblico presente con alcune boccette olfattive come ricordo del concerto, per perpetuare le sensazioni vissute durante quella performance. Chi l’ha mai fatto in provincia di Varese?”.
In realtà nessuno, gliene diamo atto, così come nessuna formazione orchestrale si è dedicata ad un omaggio all’Africa.
“Per l’appunto. Un altro passo in quella direzione dove le barriere si abbattono. Il 16 maggio, nell’ambito del “Fai il pieno di Cultura”, nei locali che ospitano la collezione zoologica a Comerio, si darà il via ad un viaggio nella cultura africana. Non solo il Quintetto “Africa” di Giovanni Sollima (con due violoncelli), ma letture animate, rinfresco in stile africano, video e curiosità per i più piccoli. La multimedialità come strumento di conoscenza”.
E come strumento di dialogo per un’idea di comunità e socialità: quindi, non si punta al singolo ascoltatore?
“Il pubblico è una comunità di individui che si ritrovano e condividono un’esperienza comune: il concerto. Superiamo le condizioni dettate dal proprio sentire per creare un circuito di emozioni che si moltiplicano attraverso sette produzioni e diciotto concerti a Varese (Villa Recalcati, sede della Provincia), Busto Arsizio (Museo del Tessile), Gallarate (Auditorium del Sacro Cuore), Tradate e Comerio (Villa Tatti Tallachini)”.
Insomma, un’impresa sociale a tutto tondo?
“Senza dubbio, perché l’associazione culturale IncontrArti parteciperà a bandi e gare in tutta Italia per dimostrare che la cultura – ed in particolare la musica – si può autofinanziare e produrre profitti. Vogliamo portare l’esperienza raccolta sino ad ora sul territorio varesino in altri ambiti, perché la musica non è un’attività in perdita. Anzi, da oggi si deve pensare a come trasferire questa nostra conoscenza a chi ci segue, dicendo loro che la musica non è una disciplina ‘in rosso’”.

13 maggio 2009 - Davide Ielmini - d.ielmini@varesereport.it
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