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Due ruote per salvare il Santuario della Madonna di Ardena sul lago di Lugano

ardena_01La Società Ciclistica “Alfredo Binda” di Varese organizza per domenica 17 maggio 2009 la quarta edizione della cronoscalata internazionale non competitiva Brusimpiano-Madonna di Ardena (poco più di 3 km-pendenza media 6%). Nata su iniziativa del gruppo di appassionati ciclisti “Amici del Cuvignone”, la manifestazione si propone di contribuire ai restauri del Santuario e poi di rivalutare una località già meta e luogo di passaggio di ciclisti agonisti o amatori, una sorta di balcone sul lago di Lugano a 451 metri di altitudine. Luogo di transito che collega Valmarchirolo e Valganna con la Valceresio, il Santuario di Ardena ha origini seicentesche e una lunga storia di devozione popolare oltre che di prodigi e miracoli. Le preiscrizioni sono già aperte, ma sarà possibile iscriversi anche prima del via. Tutti, ovviamente, possono partecipare. E’ obbligatorio l’uso del casco. Nelle precedenti edizioni si sono cimentati vecchie glorie come Silvano Contini, Ezio Moroni e Mario Lanzafame, ciclisti giunti dal Canton Ticino e dall’hinterland milanese. Il fascino del luogo e la possibilità di trascorrere una giornata in amicizia hanno sempre spinto alla partecipazione decine di appassionati. L’iniziativa punta a sostenere il restauro del Santuario di Ardena (diocesi di Como), che sorge sulle pendici del Monte Marzio, a 451 metri di altitudine in una località-crocevia tra Valmarchirolo, Valganna e Brusimpiano. Sulle origini della chiesa non si sa molto: prima di essa esisteva un oratorio costruito dove c’era una cappelletta eretta per celebrare il culto a una Madonna che allatta di Divin Infante. Pare che la raffigurazione di una Madonna nera venne rinvenuta nel ’600 su una cascina in località Campaccio da alcuni abitanti di Brusimpiano saliti ad Ardena per accertarsi dei danni e delle stragi provocati dalla peste. Sarebbe nata allora una devozione alimentata nei secoli da ricorrenti pellegrinaggi. Anticamente vegliava sull’oratorio un eremita. La chiesa ha una pianta a croce greca; le navate, che nella costruzione originaria non c’erano, sono dedicate a san Giuseppe e a sant’Antonio da Padova. Sono interessanti, all’interno, il dipinto della Madonna che allatta di Divin Infante attribuito alla scuola del Luini e fatto risalire al ’400 e un quadro, realizzato nel ’500 da Carlo Urbini da Crema, dal raro soggetto: Gesù attorniato dagli apostoli inginocchiato davanti alla Madonna che lo benedice prima che inizi la Passione. Dal Santuario, situato in un luogo panoramicissimo che domina un angolo di lago Ceresio e che ai ciclisti ricorda il Ghisallo, si può raggiungere Lavena attraverso un sentiero con mezz?ora di cammino spedito. Oggi la chiesa e le sue pertinenze sono al centro di un progetto di restauro che presuppone costi impegnativi per la piccola parrocchia di confine. Per questo motivo sono auspicabili nuove iniziative, come quella della cronoscalata promossa da un gruppo di amanti della bicicletta come gli “Amici del Cuvignone”.

13 maggio 2009
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