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L’artigiano Manghi in mostra alla Sala Veratti. Tra citazioni e “clic” su tela

Gianni Manghi

Gianni Manghi

Resterà aperta fino al 27 maggio, presso la Sala Veratti di Varese, la mostra “Gianni Manghi artista-artigiano”, a cura del figlio dell’artista  ottantasettenne, Eugenio, e di Franco Prevosti, presidente della Commissione Cultura del Comune di Varese. In mostra, preceduta solo da una rassegna luinese, l’estro e la creatività di questo artista che, per anni parrucchiere di fama, si è poi dedicato alla pittura raggiungendo originali risultati. Quadri di grandi dimensioni, e perloppiù a tecnica mista, documentano un percorso di quello che Prevosti ha definito “un uomo che non si è mai voluto definire artista, ma piuttosto he si considera un artigiano che ha sempre sfruttato felicemente la sua incredibile abilità manuale”. Tra le opere più interessanti, le tele ad olio sulle quali sono impressi volti femminili dalle folte capigliature colorate, spesso arricchite con un gusto citazionista assai raffinato (Manghi a volte allude a Klimt). Altrettanto notevoli le immagini in bianco e nero che ricordano “scatti” fotografici: esemplare, a tale proposito, il quadro dedicato all’affascinante ed enigmatica nipote Martina. Alla mostra si accompagna un ricco volumetto su Manghi realizzato sempre da Prevosti e dal figlio dell’artista Eugenio, e pubblicato dall’editore Pietro Macchione.

10 maggio 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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