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Esordio da narratore per Battarino: un giallo che si svolge a palazzo di giustizia

Giuseppe Battarino

Giuseppe Battarino

Si chiama “Sentieri invisibili” l’esordio nella detective story di Giuseppe Battarino, magistrato a Varese, che due anni fa aveva firmato “Il confine lieve. Scritti dall’Insubria”, un volume di natura saggistica, con incursioni in un mondo letterario radicato nel territorio, tra Pasolini e Chiara. Nel suo primo romanzo giallo, pubblicato da Todaro Editore e presentato in un’affollata Libreria del Corso a Varese, Battarino segue  idealmente altri colleghi, come Giancarlo De Cataldo e Gianrico Carofiglio, magistrati e scrittori. Anzi, con l’autore di “Romanzo criminale”, Battarino rivela di essere stato in corrispondenza. Mentre rimarca le differenze da Carofiglio: quest’ultimo ha scelto per protagonista un avvocato, mentre lui si è posto dal punto di vista di Sergio Petrelli, un Pm di un palazzo di giustizia di una città di provincia del Nord. “Uno sguardo più interno, dunque, senza prendere le distanze, per raccontare una storia che affonda le sue radici nella realtà”, dice Battarino. Il protagonista del romanzo scritto dal magistrato varesino si troverà ad indagare su morti misteriose e traffici nascosti, seguendo i “sentieri invisibili” della logica investigativa. Cosa lo ha spinto a scrivere un romanzo? “Un sentimento di ribellione da lettore e spettatore di fronte alle assurdità sulle indagini contenute in romanzi e film. Sarebbe come se il Doctor House, di fronte ad un mal di pancia, decidesse di operare con una forchetta”. Nuova presentazione del libro alla rassegna “Amor di libro”, mercoledì 20 maggio, alle 21, presso il Teatrino Santuccio di via Sacco a Varese.

10 maggio 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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