Storia

I giudizi del senatore azzurro e le foto di Papi

Marcello Dell'Utri

Marcello Dell'Utri

Mentre la Rete si scatena sulle foto di “Papi” e Noemi, le affermazioni su Mussolini del senatore Pdl, Marcello Dell’Utri, tra i fondatori di Forza Italia, cadono in un silenzio assordante. Dell’Utri, in un’intervista ad una web tv, ha definito Mussolini “un uomo straordinario e di grande cultura”, “un grande scrittore, alla Montanelli”, giudizi che lasciano esterrefatti per la noncuranza con cui vengono pronunciati e, soprattutto, per l’indifferenza con cui vengono accolti. Quanto a Mussolini, pensavamo che le responsabilità storiche di avere portato l’Italia ad una guerra sanguinaria, di essersi macchiato della colpa orrenda delle leggi razziali del 1938, di essersi alleato con gli occupanti tedeschi all’epoca di Salò, fossero definitivamente acquisite dalla coscienza civile, prima ancora che politica, del Paese. E invece no: è stato possibile rimettere tutto in discussione con un’intollerabile leggerezza e appoggiandosi a documenti messi in seria discussione dagli storici di professione. Su tutto ciò, poi, toglie il fiato la mancanza assoluta (o quasi) di indignazione e denuncia, a destra come a sinistra. Sono gravi le affermazioni del senatore: giungono dal vertice di un partito di governo, escono dalla bocca di uno stretto collaboratore e amico dell’attuale presidente del Consiglio, si seguono di pochi giorni un 25 aprile segnato da diffusi appelli alla “riconciliazione nazionale” da parte degli uomini che militano dalla stessa parte di Dell’Utri. Le affermazioni del senatore contribuiscono a creare un clima pesante nel nostro Paese, che assiste passivo ad una recrudescenza di fenomeni a forte contenuto razzista e xenofobo. Anche qui, sul nostro territorio, dove non mancano rigurgiti neri che le indagini della magistratura indagano con preoccupata attenzione. E’ meglio non abbassare mai la guardia di fronte a dichiarazioni come quelle di Dell’Utri, come più volte, con lucidità, ci ha ammonito il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nelle vicende private di Berlusconi è in gioco il buon gusto, in quelle di Dell’Utri i valori sui quali si fonda la nostra democrazia.

5 maggio 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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