Economia

L’antidoto alla crisi qui si chiama innovazione

laboratori_011C’è la crisi, colpisce duro, arriva anche da queste parti e non lascia tregua alle imprese. Un’ondata che dagli States raggiunge l’Europa, l’Italia, il nostro territorio. Quella che Bruxelles definisce la più grave recessione non sembra conoscere alcun rimedio per un’inversione di marcia. Eppure, proprio dal tessuto economico del nostro territorio, qualche segnale in controtendenza si inizia a percepire. Per percepirlo è necessario volgere lo sguardo a quelle che sono le nostre frontiere più innovative, dove ricerca e impresa stanno fianco a fianco. E’ il caso del laboratorio RFId (Radio Frequency Identification) della Liuc, l’università degli industriali di Varese. Esiste da due anni, e lavora su una tecnologia innovativa, capace di sostituire o integrare, lungo la filiera produttiva, il codice a barre, favorendo la tracciabilità dei prodotti e la collaborazione tra i vari soggetti della stessa filiera produttiva. Un mercato, quello che nasce dalle applicazioni di questa tecnologia, che è stato oggetto di un incontro tenutosi al Museo del Volo di Malpensa. Secondo il professor Luca Mari, direttore del laboratorio di Castellanza, oltre due terzi di coloro che hanno risposto all’indagine effettuata (tra i protagonisti del mercato RFId) ritiene abbastanza credibile che il mercato globale dei sistemi RFId entro il 2010 crescerà almeno del 60% rispetto al 2006; circa il 50% ritiene che il mercato italiano si svilupperà quanto quello globale o più; circa il 90% degli intervistati pensa che le attività del settore RFId aumenteranno nei prossimi due anni, e circa un terzo di questi ritiene che tale incremento sarà molto elevato. Certo, non mancano i problemi, ma per tanti la diffusione della nuova tecnologia aprirà nuovi mercati e le nuove applicazioni interesseranno generi di largo consumo come i telefoni cellulari. Anche sul fronte delle energie rinnovabili si muove il nostro territorio. Grazie all’accordo tra la Regione e le Camere di commercio lombarde sono a disposizione complessivamente 1.236.300 euro in contributi alle aziende che realizzano nuovi impianti solari per la produzione di acqua e aria calda nelle attività di impresa. Risorse alle quali possono accedere micro, piccole e medie imprese. Un’iniziativa che non a caso incontra a Varese un significativo interesse. Proprio qui, ad Ispra, il Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione europea, da tempo si dedica allo sviluppo di fonti energetiche alternative, verso un’industria del futuro basata sull’energia solare e sull’utilizzo delle energie rinnovabili.

4 maggio 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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