Storia

Un’archivio sulle guerre coloniali con il fondo Del Boca

delboca_02E’ certamente un’interessante iniziativa che punta a battere il razzismo e, soprattutto, il pressapochismo culturale che caratterizza, ancora oggi, la vicenda coloniale “made in Italy”, con il seguito di tutta la retorica legata al mito, smentito dagli studi storici più seri, degli “italiani brava gente”. Sabato 9 maggio, a Crodo (provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte), sarà inaugurato alle ore 10.30 il “Centro di documentazione arabo africano Del Boca-Fekini”, che avrà sede presso gli spazi Del Centro studi Piero Ginocchi (via Pellanda 15). Un’iniziativa di alto valore scientifico, poichè nasce dalla volontà di Angelo Del Boca, storico delle guerre coloniali e scrittore, di cedere a questa nuova fondazione il suo sterminato archivio e la biblioteca relativa all’occupazione italiana dell’Africa. A questa scelta di Del Boca ha risposto l’amico e avvocato libico Anwar Fekini, che offrirà al Centro documenti in lingua araba relativi alle vicende coloniali italiane e ai problemi dell’Africa.

2 maggio 2009
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Un commento a “Un’archivio sulle guerre coloniali con il fondo Del Boca

  1. Franco Giannantoni il 4 maggio 2009, ore 20:37

    Caro Direttore, una ragione sopra ogni altra ha mosso il professor Angelo Del Boca a realizzare con l’amico libico avvocato Fekini il polo culturale arabo-africano di Crodo, unico nel nostro Paese e cioè la assoluta necessità di contenere il razzismo imperante con la conoscenza delle nefandezze compiute dagli italiani nelle loro imprese coloniali in Libia, Somalia, Etiopia, Albania, Jugoslavia, a cominciare dall’uso criminale dei gas venefici. Del Boca ha speso la vita per questo obiettivo. Far sapere cosa ci ha mosso nell’arco del ventennio. Spesso ha dovuto fare i conti in Italia e all’estero con resistenze inspiegabili se non con la difesa di principi che negavano la libertà. Basti ricordare come ci siano voluti 30 anni per poter vedere resi pubblici (era il 1996 con il “rivoluzionario” governo Dini e il ministro della Difesa Domenico Corcione, un ex-militare) i telegrammi con cui Mussolini autorizzava Graziani e Badoglio a sterminare migliaia di innocenti con l’iprite. Contro Del Boca a partire dal 1965 si erano eretti quali difensori della “civiltà italica” il ministro delle Colonie Lessona e il giornalista Indro Montanelli, tenace assertore della “bontà” della conquista dell’Impero. Il centro di Crodo servirà a fare conoscere alla radice la follia di quelle scelte che si pagano ancora oggi con il prezzo amaro dell’immigrazione di gente che lascia quegli sfortunati Paesi senza alcuna speranza. Cordiali saluti, Franco Giannantoni

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