Lavoro

Veglia dei lavoratori, a Tradate si prega contro la crisi

Il cardinale Dionigi Tettamanzi

Il cardinale Dionigi Tettamanzi

I numeri parlano di una situazione pesante per il mercato del lavoro targato Varese, e le storie sono quelle di chi ha toccato con mano il ricorso ad ammortizzatori sociali, la perdita di un lavoro interinale e la piaga del lavoro nero. La tradizionale Veglia dei lavoratori, organizzata dalla diocesi di Milano in tutte le zone pastorali, per la zona di Varese si svolgerà questa sera a Tradate, alle ore 21, presso la parrocchia di Santo Stefano, e sarà guidata dal Vicario episcopale, monsignor Luigi Stucchi, in rappresentanza del cardinale. Sarà l’occasione per aprire una finestra su un mondo del lavoro in cui, negli ultimi mesi, si è registrata un’impennata del ricorso agli ammortizzatori sociali e del numero di chi cerca un’occupazione. “In questo momento - afferma Graziano Resteghini, segretario provinciale della Fim-Cisl - c’è la preoccupazione per l’impatto della crisi sulle persone e sulle famiglie, ma bisogna avere anche uno sguardo in prospettiva”. Una prospettiva fatta di valorizzazione delle risorse e di maggiore impegno verso le realtà produttive che scelgono di restare sul territorio. “Purtroppo – continua il sindacalista – la forza del tessuto economico del Varesotto sono le imprese che lavorano in subfornitura, ed in questo momento, proprio per questo legame di dipendenza, siamo più colpiti di altri”. Per Varese i numeri parlano di una maggiore tendenza al ricorso a procedure di mobilità rispetto al dato regionale. «Nei primi mesi dell’anno – continua Resteghini - si è registrato anche un aumento di circa il 40% delle persone che si sono rivolti agli uffici per l’impiego provinciali in cerca di un’occupazione”. È chiaro che si tratta solo di una parte di coloro i quali cercano ancora un lavoro e l’onda lunga della crisi non è ancora passata. «Non siamo in grado di quantificare quanti saranno ad esempio i frontalieri che perderanno il lavoro nei prossimi mesi - spiega Resteghini -, visto anche l’andamento dell’economia nelle vicina Svizzera non manda segnali tranquillizanti”. Ai conti di chi perde il lavoro o è in cassa integrazione va aggiunto il numero di chi non si vede rinnovato un contratto a termine.

30 aprile 2009 - p.pr. - p.provenzano@varesereport.it
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