Cultura

Il Festival dell’Insubria o il mito delle origini

stivell_011Giunge alla sua terza edizione il festival “Insubria Terra d’Europa”, che si terrà a Varese, in piazza Monte Grappa, dal 26 al 31 maggio, un’iniziativa promossa dall’associazione culturale “Terra Insubre”, in collaborazione con il Comune di Varese e con il patrocinio della Regione, della Provincia di Varese, dell’Università dell’Insubria, e delle province di Como, Novara, Pavia e Sondrio. Presentazione della manifestazione ieri, in grande stile, al Pirellone, con assessori ed esponenti del Carroccio in prima fila. Sì, perché questa è l’occasione per conoscere a fondo il retroterra culturale a cui fa riferimento la Lega, e che si traduce in dibattiti, mostre, concerti. Partendo proprio da questi ultimi, la kermesse inizierà con un appuntamento eccezionale, un concerto del cantautore bretone Alan Stivell, al Teatro Apollonio, il 26 maggio, alle ore 21, il musicista che, tanti anni fa, in tempi non sospetti, quando piaceva soltanto ai militanti di Comunione e Liberazione (mentre l’extrasinistra, fuori dai palazzetti dello sport, tirava molotov), reinventò la musica celtica. Grande evento, questo. Non altrettanto si può dire per molti, prevedibili dibattiti che, legati dal filo del rapporto tra Insubria e Bretagna, viaggiano tra insorgenze antigiacobine e antinapoleoniche, il santo Graal, etnocultura, addirittura le guerre contro Roma (il programma, se lo volete vedere, è sul sito www.insubriaterradeuropa.net). Certamente, come nelle precedenti edizioni, dibattiti e confronti saranno ricchi di spunti e ben curati. Ma rischiano di parlarci di un mito originario che non ha più nulla a che vedere con il Carroccio, partito di governo (e non più di lotta), ben radicato a Roma (un tempo nemica). Ultimo appunto: ci siamo sorpresi per l’assenza, in calendario, di un appuntamento dedicato a Gianfranco Miglio, di cui sta riparlando a causa di due opere pubblicate in questi giorni.

29 aprile 2009
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