Varese

Il brodo di coltura del delitto di Varese

polizia_01Purtroppo, anche a proposito della morte del diciassettenne Dean Catic, trucidato da due coetanei, ci si è ricaduti. La notte dell’orrore, le Bustecche come il Bronx, i particolari più agghiaccianti, i retroscena più inquietanti. Un’informazione che, ancora una volta, si adegua ai modelli televisivi, fa il verso a certe trasmissioni, quelle ad alto share, che fanno di Erba e Garlasco la molla per realizzare infiniti serial da piccolo schermo. C’è da scommetterci che capiterà anche con Varese. E’ indubbia la necessità di informare correttamente e di non omettere mai nulla: un conto, però, è dare un’informazione rigorosa, un conto è gareggiare, sui media, nel riscrivere “Arancia Meccanica”. Viene il sospetto che dietro la scelta di calcare la mano e di accendere le tinte, ci sia sempre una certa ipocrisia, un senso di responsabilità in libera uscita. Un fatto come quello accaduto a Varese chiama in causa tutti, a partire da chi opera in ambito educativo, famiglia e scuola, ma non esclude neppure tutti quei soggetti che diffondono una cultura della morte, modelli di vita violenti, che si respirano ogni momento in politica, in tv, nel gioco, in strada, allo stadio. Un pericoloso brodo di coltura, punto d’incontro di mille, velenosi affluenti. Prosciugarlo è compito di tutti, ogni giorno, ovunque.

25 aprile 2009
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