Arte

William Congdon, in un dvd il percorso di un’arte in eterna “lotta con l’Angelo”

William Congdon

William Congdon

E’ stato certamente uno dei grandi maestri dell’arte contemporanea, William Congdon, nato in una ricca famiglia di industriali e banchieri del New England il 15 aprile dl 1912, lo stesso giorno in cui affondò il Titanic. Durante la guerra fu autista di ambulanze e fu tra i primi che giunse nel campo di sterminio di Bergen Belsen, trovandosi faccia a faccia con l’orrore della guerra e dello sterminio. Al termine della guerra, tornato negli States, entrò in stretto contatto con la nascente “Scuola di New York”, presso la Betty Parsons Gallery, in cui si erano già raccolti i principali autori dell’Action Painting, da Rothko a Pollock. Ma negli anni successivi si allontanò dagli altri Espressionisti Astratti con la sua scelta di vivere in Italia, a Venezia, dove incontrò il circolo di Peggy Guggenheim, ed entrò in contatto con tutta la nuova pittura italiana del dopoguerra. La sua lunga e personale parabola di avvicinamento alla fede cattolica iniziò da una profonda crisi religiosa e spirituale degli anni Sessanta, anche se Congdon non smise mai di lavorare, anche con incursioni nella iconografia sacra, che trovò in lui un originale interprete. Dopo una permanenza ad Assisi, nella comunità laica della Pro Civitate Cristiana, l’artista americano si trasferì presso la “Cascinazza”, una cascina trasformata in monastero benedettino a Gudo Gambaredo, punto di riferimento del movimento di Comunione e Liberazione. Qui morìil 15 aprile del 1998. Ora la lunga e travagliata biografia di questo artista, osannato da personaggi come il critico Philippe Daverio e come il filosofo Massimo Cacciari, la sua arte profonda e sempre “in lotta con l’Angelo”, è ripercorsa da un dvd dal titolo “William Congdon, un’avventura dello sguardo” (edito dalla casa editrice Itaca, in collaborazione con “The William G. Congdon Foundation”), arricchito di interviste a critici d’arte e religiosi, da una fotogallery, da una mappa geografica dell’eterno errare dell’artista alla ricerca di un’arte come forma della presenza di Dio.

24 aprile 2009
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