Varese

Paure e sogni di mini-pazienti. Come vedono l’ospedale

ospedale_011Ci guardano Emma Zonda e Silvio Macchi, Carlo Giuseppe Veratti e poi Armando e Laura Dansi, i loro volti impressi sulle tele di artisti come Giuseppe Montanari e Giuseppe Talamoni. In epoche diverse, benefattori dell’Ospedale di Varese. A partire da San Carlo Borromeo, ritratto da Torriani, che si prese a cuore lo “Spedale dei poveri”. Sono alcune opere uscite dalla preziosa quadreria del nosocomio, visibili, fino al 31 maggio, al piano terreno del Castello di Masnago, nell’ambito della mostra “L’arte & il Sorriso”, a cura di Daniele Cassinelli e Serena Contini, un’iniziativa organizzata da Comune di Varese e dall’Ospedale di Circolo Fondazione Macchi. L’obiettivo è quello di raccogliere risorse per il progetto “Il Ponte del Sorriso”, che vuole rendere il Del Ponte un centro che assicuri a mamme e bambini le migliori cure mediche. Un progetto, quello del nuovo Del Ponte, definito dal sindaco di Varese, Attilio Fontana, “una vera eccellenza, che potrebbe essere imitata in tutta la Lombardia”. Un’eccellenza, però, che deve vedere all’opera anche i privati perché, sottolinea il d.g. del Circolo, Walter Bergamaschi, “oggi gli ospedali non possono vivere di soli fondi pubblici”.
Ma se dalla quadreria si passa al primo piano del Castello, si incontra una mostra ancora più preziosa e coinvolgente. Qui i disegni dei bambini delle scuole di Varese e provincia, entrati in contatto con l’ospedale, vengono proposti in una rassegna dal titolo “Come lo vedo io”, a cura del Comitato Tutela Bambino in Ospedale. Qui le paure e i sogni di bambini, pazienti o parenti e amici di pazienti, ci raccontano un incontro. Sì, con l’ospedale e i suoi ambienti asettici, ma forse anche, in molti casi per la prima volta, con il mondo degli adulti, con il dolore e la sofferenza. C’è l’edificio-ospedale, ma c’è anche il risveglio dall’operazione, il pianto degli altri bambini, la paura e la preghiera. E poi c’è l’ospedale sognato, come lo vorrebbe i mini-pazienti. I bambini lo disegnano colorato e allegro, pieno di strumenti musicali, con clown, alberi e tanti giocattoli. Una serie di immagini che ci parlano dei diritti dei più piccoli. Diritto alla serenità e alla migliore cura. Senza differenze di pelle e di conto in banca.

24 aprile 2009 - a.g. - direttore@varesereport.it
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