Cultura

Montanelli resta scomodo. Centenario alla varesina

montanelli_02Tra Luino e Varese il “principe dei giornalisti” sarà ricordato. Due iniziative tra le tante che, in tutta Italia, ci parlano del “grande vecchio” del giornalismo a cento anni dalla sua nascita. Una carriera lunga, quella di Montanelli, grande reporter, originale testimone degli eventi del Novecento, dalla guerra alla ricostruzione, Prima e albori della Seconda Repubblica. Ma nonostante questo ricca carriera, resta ancora oggi un giornalista ingombrante. E resta ingombrante perchè lui, grande patron dei moderati, “bestia nera” della sinistra negli anni Settanta e Ottanta, ha finito per scontrarsi con il Cavaliere, che ai moderati si prefigge di dare voce. Tra la breve avventura de “La Voce” e la sua presenza sulle colonne del “Corriere”, mai Berlusconi ha avuto avversario più lucido e intransigente. Un aspetto, quest’ultimo, spesso taciuto nei dibattiti su Indro all’ombra del Bernascone. Forse per pigrizia, forse per non inimicarsi qualcuno che conta. Speriamo che domani pomeriggio, la presenza di Renata Broggini, seria saggista elvetica, possa portare un contributo di verità al Caffè Zamberletti. Ce lo attendiamo: il suo volume “Passaggio in Svizzera”, dedicato alla permanenza di Montanelli oltre confine tra ’44 e ’45, e pubblicato da Feltrinelli, è stato oggetto di una vera e propria congiura del silenzio su stampa e tv. Un po’ come l’ultima parte della vita di Montanelli nei salotti varesini.

22 aprile 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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